lunedì 6 luglio 2015

ROVELLI-BARROW-LUCREZIO O DELLA NATURA DELLE COSE

Cito a memoria una frase che Indro Montanelli diceva a proposito dei misteri dell’universo e dell’esistenza o meno di Dio: “La scienza potrà dirci i come ma non il perché”. Lasciando il perché alla speculazione di filosofi e teologi, Il gufo ignorante propone oggi un affascinante percorso di letture sulla natura dell’Universo che non ci porterà a conoscere Dio ma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, a farci essere consapevoli della nostra marginalità e, nello stesso tempo centralità, rispetto al Kosmos, alla materia, al tempo.
Nebulosa Rosetta ©Alberto Tonelli
La fisica negli ultimi decenni ha affiancato se non addirittura superato la speculazione filosofica e ha teso alla ricerca di una spiegazione ultima, una formula che riassumesse e inglobasse, senza che queste si contrastassero a vicenda, le teorie che un secolo ricco come il Novecento ci ha regalato. Man mano che l’uomo indaga e scopre l’universo, egli si sente più piccolo ed effimero, particella di particelle; eppure la sua centralità resta intatta in quanto la visione dell’universo stesso è da lui che parte, è da lui che è costruita. Dopo aver letto i libri proposti qualcuno potrebbe sentirsi liberato dalla necessità di credere in Dio, altri potrebbe ritrovare Dio nella meraviglia dell’architettura dell’Universo. A questo proposito mi piace ricordare un passo di Vita di Galileo di Bertolt Brecht:

SAGREDO E dunque, che esistono solo delle stelle? Dov’è Dio, allora?
GALILEO Che vuoi dire?
SAGREDO Dio! Dov’è Dio?
GALILEO Lassù, no! Allo stesso modo che non sarebbe quaggiù sulla terra, se gli abitanti di lassù venissero qui a cercarlo!
SAGREDO E allora dov’è Dio?
GALILEO Sono forse un teologo io? Sono un matematico.
SAGREDO Tu sei un essere umano, prima di tutto. E io ti domando: dov’è Dio, nel tuo sistema dell’universo?
GALILEO In noi, o in nessun luogo!
(Traduzione di Emilio Castellani)

Galassia di Andromeda ©Alberto Tonelli
CARLO ROVELLI: SETTE BREVI LEZIONI DI FISICA. Rovelli, membro dell’Institut universitaire de France e dell’Académie internationale de philosophie des sciences, raccoglie i un agile libretto le lezioni di fisica apparse sulla pagina culturale del Sole 24 ore. Il pregio di queste lezioni è che sono dirette al profano e non agli addetti ai lavori. Questo comporta un linguaggio adeguato, ma non una semplificazione del concetto. Esprimere una teoria in termini semplici non significa impoverirla ma renderla accessibile a chi è lontano dalle lavagne stipate di calcoli delle aule di Fisica. Il libricino è quindi ad alto peso specifico. Esso passa dalla teoria della relatività, ai quanti, alle particelle alla definizione dell’architettura del Cosmo. La meraviglia che emerge dalla pagine deriva dal fatto che il lettore inizia a vedere la realtà che ha sotto gli occhi tutti i giorni, sotto un altro aspetto. La curvatura dello spazio, i campi elettromagnetici, le particelle vibranti ci fanno immaginare un mondo come quello rappresentato dagli Impressionisti, o meglio dai Puntinisti. Un mondo provvisorio che cambia continuamente a seconda della luce o del punto di vista.

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Per adesso, questo è quello che sappiamo della materia. Una manciata di tipi di particelle elementari, che vibrano e fluttuano in continuazione fra l’esistere e il non esistere, pullulano nello spazio anche quando sembra non ci sia nulla, si combinano assieme all’infinito come le venti lettere di un alfabeto cosmico per raccontare l’immensa storia delle galassie, delle stelle innumerevoli, dei raggi cosmici, della luce del sole, delle montagne, dei boschi, dei campi di grano, dei sorrisi dei ragazzi alle feste, e del cielo nero stellato la notte.

Le Pleiadi ©Alberto Tonelli
JOHN D. BARROW: TEORIE DEL TUTTO.  Molti dei temi trattati da Rovelli li possiamo trovare in Barrow, professore di astronomia presso l’università del Sussex (GB). Il libro in questione ha un approccio ai problemi affrontati da Rovelli più tecnico, meno divulgativo. La lettura diventa impegnativa. Questo non significa che, armati di tempo e buona volontà, non la si possa affrontare anche digiuni di qualche nozione. Barrow parte dalla necessità di trovare una spiegazione ultima dell’universo da parte degli uomini antichi, e dell’importanza che hanno rivestito i miti della cosmogonia nelle varie religioni. Passa quindi a descrivere tutte quelle teorie che si sono sforzate di dare un’immagine universale dell’universo. Può sembrare un gioco di parole ma gli scienziati, man mano che arrivavano a formulare una teoria, si sono sforzati di verificare che questa non urtasse con altre. In altre parole passando dallo studio dei quanti a quello delle particelle, delle costanti di natura, delle simmetrie e delle dissimmetrie, gli scienziati non hanno fatto altro che cercare una sorta di stele di Rosetta cosmica che ci permettesse di leggere tutti i principi cui risponde la natura in un unico univoco modello matematico. Altrimenti la scienza si ridurrebbe a una sorta di raccolta di francobolli senza criteri, all’accumulo indiscriminato di ogni fatto accessibile.

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Il «tutto» non è argomento da poco. Eppure attualmente gli scienziati sono convinti di essersi imbattuti in una chiave capace di dischiudere il segreto matematico che sta al cuore dell’universo: si tratta di una scoperta che li indirizza verso una grandiosa «teoria del tutto», destinata a unificare tutte le leggi di natura in un solo enunciato che riveli l’inevitabilità di tutto ciò che è stato, è e sarà nel mondo fisico.
(Traduzione di Tullio Cannillo)

Nebulosa Velo ©Alberto Tonelli
LUCREZIO CARO: LA NATURA DELLE COSE. Non voglio fare dello spirito tornando indietro di diversi secoli, ma la poesia, la lucidità, la lungimiranza con cui Lucrezio nel I secolo a.c. tratta alcuni temi che abbiamo trovato nei due autori precedenti è a dir poco straordinaria. In primis c’è da dire che il famoso poema è scritto in onore e lode di Epicuro, a quel tempo osteggiato da politici e sacerdoti per le sue posizioni sulla religione e per la sua modernissima visione della scienza. Situazione questa che ricorda la posizione di Galileo rispetto ai suoi contemporanei. C’è poi da dire che, soprattutto nel secondo libro, Lucrezio espone in meravigliosi esametri la teoria atomista, e il modo in cui ne parla non può non ricordarci la teoria delle particelle.

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Ora, proseguendo, spiegherò con quale moto i corpuscoli
generatori di materia producano le varie cose, e create le dissolvano,
quale forza li costringa a operare ciò
e quale mobilità sia loro data nello spostarsi per il grande vuoto:
tu ricorda di prestare ascolto alle mie parole.
Infatti certamente la materia non si stringe in un unico blocco,
poiché tutti vediamo che ogni corpo si estenua,
e quasi scorgiamo il suo lento disfarsi nel tempo,
e la lunga durata sottrarlo alla nostra visione,
mentre la somma dell’universo rimane invariata,
poiché le particelle elementari, infatti, che sfuggono a ciascuno dei corpi,
riducono quello che lasciano, o accrescono quello cui approdano,
quello fanno invecchiare, questo al contrario fiorire,
né indugiano ivi: così l’universo si rinnova senza posa,
e le creature mortali vivono scambievoli vite.
Certe specie si accrescono, altre a vicenda declinano,
in breve tempo mutano le stirpi animali,
e come staffette si passano la fiaccola della vita.
(Traduzione di Luca Canali)



Ma la bellezza del poema va oltre l’esposizione della teoria atomista. Essa nasce dallo stupore e dall’amore per una natura tanto bella quanto effimera, destinata all’inesistenza, ad un continuo struggimento generatore di vita. La condizione umana, tragica e dolorosa,  trova consolazione nel misurarsi con la conoscenza, con la consapevolezza del proprio status. Trova consolazione nel vivere l’esperienza ostile della realtà con l’orgoglio di essere parte dell’universo.
© Maurizio Ceccarani 2015

Un ringraziamento ad Alberto Tonelli che ha concesso le astrofoto a corredo di questo post.

BIBLIOGRAFIA
Tito Lucrezio Caro, La natura delle cose, traduzione di Luca Canali, Milano, Rizzoli, 1990
Barrow John D., Teorie del tutto, Milano, Adelphi, 1992
Brecht Bertolt, Vita di Galileo, a cura di Giuseppina Oneto, trad. di Emilio Castellani, Torino, Einaudi, 1994
Rovelli Carlo, Sette brevi lezioni di fisica, Milano, Adelphi, 2014

1 commento:

  1. Grazie, Maurizio, per tutto quello che apprendo qui, e non solo. Trovare 'amori' frequentati - Lucrezio, Brecht - e ulteriori inviti alla lettura è per me un dono consistente.

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